Eye Candy | Review

Titolo: Eye Candy
Titolo originale: Eye Candy
Anno: 2015
Genere: Thriller, drammatico
Stagioni: 1
Episodi: 10
Durata: 42 minuti
Ideatore: Christian Taylor
Personaggi: Victoria Justice, Casey Deidrick, Kiersey Clemons, John Garet Stoker, Harvey Guillen

In breve: Eye Candy è una comune ragazza, Lindy, a cui un giorno viene rapita la sorella, unico membro rimasto della sua famiglia. Nel tentativo di ritrovarla, Lindy diventa una abilissima hacker e viene notata anche dalla polizia locale. Iscritta dall’amica a un social network per trovare un ragazzo, scopre che uno di loro si rivela un serial killer. E la sta cercando.

Voto: ★ ★ ★ ★ ☆

Lindy è una ragazza che difficilmente rientra in uno stereotipo. Si dimostra impavida e sicura di sé, ma l’attimo successivo è titubante e spaventata. Ha un chiaro obiettivo in testa ed è disposta a fare qualsiasi cosa pur di raggiungerlo. Ma nella sua vita entra in scena un serial killer virtuale. Ok, colpo di scena apprezzabile, molto originale e in linea con i tempi che corrono. Bella l’idea di voce fuori campo che studia ogni tuo movimento, anche se a volte risulta troppo costruita. Si tende quasi ad elevare il killer a ruolo di divinità che tutto può.
L’idea di partenza era molto buona, interessante ed anche avvincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la narrazione del killer, che cercava un ideale di perfezione. Egli infatti puniva tutto ciò che risultava diverso da come appariva online. Dietro a questo credo ci sia una grande metafora che tutti conosciamo, e mi ha fatto piacere vederla espressa in questa serie, anche se in maniera troppo brutale (un esempio su tutti: una ragazza che aveva un dente storto e nelle foto che pubblicava su Flirtual lo nascondeva, il killer l’ha uccisa e le ha staccato tutti i denti).
Purtroppo però non è stata sviluppata bene la storia di contorno, anche se in effetti in soli dieci episodi risultava essere un’impresa titanica. Se però si fossero approfondite di più le storie dei personaggi intorno a Lindy, forse sarebbe stata ancora più avvincente e meno banale la presenza di una migliore amica con un migliore amico gay. L’unico colpo di scena è il modo in cui il destino ha sottratto Lindy a Tommy, che promettevano di essere la coppia must già dal pilot. E invece la cosa si sviluppa poco, anche se si vede quanto lui tenga a lei da semplici piccole attenzioni, palesi a tutti tranne che a Lindy, ma è la finzione classica no?
In sostanza dico che questa serie tv mi è piaciuta, avrei voluto vederne una seconda stagione, alcune cose potevano essere sviluppate meglio, ma alla fine si fa guardare con piacere. Consigliata a chi ha voglia di guardare un poliziesco non troppo poliziesco.

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