#SalTo2015

Ma parliamo di venerdì 15 maggio. Facciamo un bel cerchio intorno a quella data, evidenziamola sul calendario, sul diario, ovunque. Sapete perché? Ma è ovvio: perché finalmente si è avverato un desiderio.
Forse molti di voi non capiranno, forse non tutti condivideranno la passione incondizionata della lettura, che mi ha spinto a fare dei libri la mia intera vita. Forse mi prenderete per pazza, forse mi invidierete, forse non ve ne fregherà un cavolo. Ma ragazzi, è successo: sono finalmente andata al Salone Internazionale del Libro di Torino. E che dire, è una cosa immensa, indescrivibile, inqualificabile.
Certo, il tempo non era dei migliori, ma non so come non abbiamo beccato nemmeno una goccia di pioggia.
Sveglia puntata alle 6, pazzia collettiva, non sapere che borsa portarsi. Aspettative alle stelle.
Partenza alle 7.50, binario 8. Carrozza 3, posti 62 e 63. Ma ovviamente il primo intoppo era dietro l’angolo: uno dei posti assegnati era stato sostituito dal portabagagli. Ok, niente panico. Il treno è vuoto: occupiamo altri posti.
Parole crociate, musica, risate, omini che dormono ciondolando la testa, altri che dormono a bocca aperta. La ragazza accanto a noi che rilegge la tesi.
Arrivo a Torino Porta Nuova ore 9.55, cielo minacciosamente grigio. Fortuna che non dobbiamo nemmeno uscire dalla stazione. Ci dirigiamo alla metropolitana, con le barriere per prevenire i suicidi che si aprono a comando; con i biglietti che vanno vidimati per poter entrare, mica come da noi; con le sei fermate in otto minuti; con il suono fastidioso ad ogni fermata annunciata, ad ogni fermata effettuata.
Arrivo a Lingotto Fiere ore 10.15 ed è il paradiso. Davanti a noi un viale alberato che si apre in un ampio parcheggio, in lontananza la magnificenza del padiglione con in alto il cartellone giallo: Salone Internazionale del Libro di Torino 2015. Davanti alle vetrate dell’edificio le bandiere appese, di tutti i paesi espositori. Paese ospite: la Germania.
Ci avviciniamo alle casse, in un’atmosfera estremamente surreale: non posso credere di essere davvero lì. Andiamo alla ricerca del pass per l’ingresso: accreditare come blogger. E non ditemi che non vi sentireste fighi anche voi a girare col pass speciale, ad evitare le code e le orde di scolaresche urlanti in gita di (d)istruzione.
Entriamo e davanti a noi il paradiso: espositori di tutte le case editrici, conosciute e sconosciute, stracolme di libri.
Espositori di Ikea, con i libri di cartone.
Espositori di Castoldi con le statuine di Linus e Snoopy, foto obbligatoria, anche se le statuine sono alte come noi. Risate, ok.
Libri minuscoli che stanno in due dita.
Libri di case editrici piemontesi, mai viste e mai sentite.
Espositori Feltrinelli, Fanucci, Giunti, Mondadori, Einaudi.
Cosplay di Guerre Stellari, poster di Big Hero 6, Statue di Batman e Superman.
Orecchie di Minnie e Topolino, che abbiamo vent’anni ma chissenefrega, non ci conosce nessuno.
Tre padiglioni da visitare.
Libri di ogni genere.
Acquisti pazzi, seguiti da gadget formidabili: borse, magliette, fasce, gomme, calendari, omaggi ebook e penne.
Segnalibri rubati ad ogni stand, insieme ai cataloghi di ogni casa esposta.
Pranzo di fortuna, bagni impraticabili.
Seminario sul cioccolato; incontro con scrittori famosi; libri autografati.
Focaccelle in omaggio, acqua ghiacciata.
Grandina il mondo, ma noi siamo dentro. Fuori fa freddo, dentro si muore.
Abbiamo i piedi distrutti, il sorriso che va da un orecchio all’altro.
Ore 15: cinque ore di giri tra gli stand, ed abbiamo visto più o meno tutto quello che ci interessava, saltiamo la parte dell’arte e dei viaggi ed usciamo nell’aria frizzante di metà maggio.
Non soddisfatte ci dirigiamo in centro: giro tra le meraviglie della città e shopping nei negozi che qui non ci sono.
Magliette bellissime da Bershka e che fai, non la prendi? Figuriamoci.
Ricerca estenuante della Mole, simpatiaportamivia dei torinesi, giri in tondo senza una meta, souvenir della città.
Stazione, partenza ore 18.05, carrozza 2, posti 62-63.
Scusate ragazze io avrei il posto 62 ma non è un problema, mi sposto. No guarda scusa il 62 ce l’abbiamo noi. Ma alla carrozza 3? Ah, ok. Scusa.
Carrozza giusta, posti esistenti. Arrivo ore 20.10.
Stremate ma felici, col sole che decide di spuntare quando ormai si va a dormire, cuori stracolmi di felicità. Una delle più belle giornate della mia vita, ricordo importante nell’attesa del #SalTo2016.

Annunci

Un pensiero su “#SalTo2015

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...