La bilancia segnava ancora

Era primavera, il fermento e l’ansia per la prova costume iniziavano a farsi sentire. Nei negozi i primi bikini iniziavano ad affacciarsi nelle vetrine, con colori fluo e fantasie disparate.
Ogni sera si guardava allo specchio: fissava il viso squadrato, il ventre troppo sporgente, le cosce troppo larghe. Si guardava e non si piaceva, si sentiva insoddisfatta.
Ogni mattina si pesava, era ormai un’ossessione. Segnava il peso sul quaderno con la copertina di barbie ed a cadenza regolare rileggeva quei numeri. Erano nella norma, ma per lei erano tanti.
Si sentiva grassa, imperfetta, uno scherzo della natura.
Il tempo incalzava, e il corpo non si modificava abbastanza rapidamente.
Iniziò a contare le calorie di ogni elemento ingurgitato, decidendo che 800 al giorno potevano bastare.
Andava in palestra ogni giorno, arrivava a fare anche tre ore di allenamento. Tornava a casa e si concedeva altri esercizi, giusto per essere sicura di non aver fatto male qualcosa.
Si infilava nella doccia, ma l’acqua usciva sempre fredda, così le calorie si bruciavano più velocemente.
A cena parlava con i genitori, distraendoli dal suo piatto, in cui allargava il cibo per dare l’impressione di aver mangiato abbastanza anche se in realtà non toccava niente.
La bilancia segnava ancora 50 kg.
Stava diventando un’ossessione, c’era una voce adesso nella sua testa. Una voce che la induceva a non mangiare, che la convinceva di non averne bisogno, di essere una balena.
Iniziò a mangiare solo le verdure, erano più innocue della carne e soprattutto della pasta. Ma ad ogni boccone sentiva come un peso sullo stomaco.
Teneva continuamente il ventre contratto, per ridurne le dimensioni, per tonificare i muscoli, per ignorare i crampi della fame.
La bilancia segnava ancora 47 kg.
Le braccia si facevano ogni giorno un po’ più sottili, il ventre era ormai piatto. Ma l’immagine allo specchio non era ancora quella di una ragazza perfettamente magra.
I vestiti le stavano larghi, era passata ad una taglia 38 e non aveva niente di quella misura.
La gente per strada la fissava, gli amici le dicevano che era perfetta.
La bilancia segnava ancora 43 kg.
Gli allenamenti erano sempre più estenuanti, i muscoli iniziavano a bruciare. La voce nella sua testa non le dava tregua, la costringeva ad essere attiva giorno e notte. Non la lasciava riposare.
Iniziò a mangiare un solo piatto al giorno, e nemmeno tutto. Adesso le calorie erano scese a 600 al giorno.
La bilancia segnava ancora 38 kg.
La voce non la lasciava mai sola, anche quando intorno era tutto silenzioso. Quando non c’era niente da fare, se non continuare ad esercitarsi.
Adesso le ossa del bacino si sentivano con le dita, ogni sera a letto le sfiorava con le dita. La voce le faceva i complimenti, dicendole che erano sulla buona strada, che ce l’avrebbero fatta.
C’era solo la voce, intorno il buio e il silenzio. La depressione, il vuoto. Era sola, ma era quasi arrivata ad avere un corpo perfetto. Si sarebbe potuta permettere i bikini appariscenti che vedeva nei negozi.
Adesso la voce era più insistente, più forte di tutto. Le serrava il collo con una presa forte, le toglieva il respiro. Lei non riusciva a liberarsi, era troppo debole, i muscoli non avevano più grasso da bruciare.
La voce aveva vinto.
La bilancia segnava ancora 35 kg.

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