Monotonia

Rumore di vetri infranti. Apro gli occhi. Guardo il cellulare: 6.50. Il camioncino della differenziata si allontana sbuffando, io mi volto dall’altra parte, spalle alla porta. Infilo la mano sotto il cuscino, piego l’altra all’altezza del collo. Tento invano di riprendere il sogno appena interrotto. Peccato, era un bel sogno, pieno di colori accesi e pieno di te.
Apro gli occhi, rinuncio al mio bel sogno, osservo la stanza. Poca luce scura passa dalle fenditure della tapparella: oggi giornata piovosa. Guardo il cellulare: 8.09. Per un solo minuto ho mancato il desiderio. Guardo la data: venerdì 17. Ma forse a portare sfortuna era venerdì 13, non so, non importa.
Con uno strattone mi libero dalle coperte in cui sono attorcigliata, mi alzo, sento il freddo delle piastrelle sotto la pianta dei piedi. Il letto sembra un campo di battaglia, forse quel sogno non era poi così bello.
Raggiungo il bagno, mi guardo allo specchio. L’immagine di rimando è quella di un panda: ieri sera mi sarei dovuta struccare. Apro il mobiletto, prendo un dischetto di cotone. Prendo lo struccante. Inizio a sfregare gli occhi, le palpebre, la rima interna. Mi guardo allo specchio: meglio di prima. Getto il dischetto nel bidoncino nero alle mie spalle, apro l’acqua. Aspetto che sia tiepida, infilo le mani a conchetta sotto il getto, mi sciacquo il viso. Mi guardo allo specchio: ho gli occhi gonfi, ma oggi nessuno li vedrà.
Raggiungo la cucina, metto su il pentolino con dell’acqua, aspetto che si scaldi. Ho voglia di dolcezza stamattina: the vaniglia e caramello. Apro lo sportello della credenza, prendo i biscotti, conto le stelline su ognuno di essi: 11 piccole stelle di glassa. Mi scotto la lingua, mi si scioglie un biscotto, rovescio lo zucchero: sarà una lunga giornata.
Accendo il computer, controllo le mail: 54. Ne leggo qualcuna, ne archivio altre, ne elimino poche. Ignoro le notifiche.
Mi avvicino alla finestra, osservo il cielo: nuvoloni grigi e minacciosi, uno sprazzo di luce flebile. Oggi pioverà, sta già iniziando. Piove, ma fa caldo. Piove, e in casa si sta così bene. Piove, ed io dovrei studiare. Piove, e questo tempo fa sempre più paura.
Guardo il cellulare: 10.13. Afferro il libro, mi infilo sotto le coperte, accendo la piccola luce sulla mensola e mi immergo nella lettura. La testa mi pesa, faccio fatica a concentrarmi. Abbandono il libro, sposto i cuscini e mi riaddormento.

Firma

Annunci

4 pensieri su “Monotonia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...