Campovolo 2015: manca poco.

Ieri era il mio compleanno. Parliamone. Abbiamo fatto un po’ di casino, ci siamo divertiti e vi voglio bene. Anche se la gente fa gli incidenti per non venire.

Comunque.
Ieri mattina mi sono svegliata bene, con un bel sorriso sulla faccia. Vi ricordate la cosa dello stupirmi? Ecco. Grazie. Grazie perché lo so che magari ti è pesato fare i messaggioni, grazie per averci provato. Grazie per le rime fantastiche. Grazie per ogni cosa che condividiamo ogni giorno.
Ho vinto a biliardo, con quella bellissima palla rosa che dava così fastidio. E poi l’omino ipercinetico che doveva pulire che mamma mia che ansia.
Quale tavolo volete? Quello. Eh quello è rovinato vi do questo. Boh, allora cosa me lo chiedi.
Abbiamo mangiato bene e abbiamo riso troppo. Però a scarabeo come è possibile che non ci siano vocali? Cioè. Non è mica giusto.
I regali a caccia al tesoro sono stati belli, e la felpa è perfettissima per me. Però anche il braccialetto. Però anche il portafoglio-telefono per la spiaggia. Però anche lo smalto.
Non ho ricevuto il tuo messaggio ma va beh, me lo aspettavo. Non ci sono rimasta particolarmente male. Anzi.
Direi che me lo sono proprio dimenticata con il regalo migliore degli ultimi diciottomila anni: CAMPOVOLO.
Cioè. Non scherziamo. Biglietti per il concerto, pernottamento a Reggio Emilia due giorni per assistere anche alla festa del giorno prima. E soprattutto il posto in Pit A: sotto al palco. Tipo che non ci credo. Tipo che ho urlato. Tipo che il cofanetto con le cartoline ristampe ufficiali degli album e dei live lo metterò sullo scaffale, come una reliquia. Tipo che sto ancora fissando i biglietti in adorazione. Tipo che ommioddio perché non è già settembre?!
E niente. Questo regalo ha fatto diventare magica una giornata già bellissima. Grazie.

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Questo era quello che scrivevo il 3 luglio. Mancavano 77 giorni a Campovolo, e adesso ne manca solo uno. Anzi, mancano solo poche ore. E un po’ di ansia la ho, ma ho anche tantissima eccitazione.
Di concerti ne ho fatti parecchi negli anni, ma questo è quello che più aspettavo, a cui più tenevo. E non è solo per il forte legame che univa la mia famiglia a Ligabue, ma è anche per tutto il contorno. Per tutti i ricordi associati alle sue canzoni; tutti i viaggi in macchina in cui imploravo papà di mettere il disco per cantarlo tutto, senza perdere una strofa. Tutte le autostrade di notte fatte tornando giù da casa tua; tutte le estati in cui ti svegliavo con Liga a palla e tu ti incazzavi, ma ti è capitata una cugina così.
Ad ogni canzone un ricordo, e sabato sarà un casino. Sarà un casino perché gli album che ha scelto di fare interi sono quelli degli inizi, quelli che più mi emozionano. Quindi già lo so che sarò talmente emozionata che alla fine scoppierò a piangere come una deficiente, ma sarà il ricordo migliore di tutta la mia vita.
E non mi interessa nemmeno che saremo su un prato, nonostante io odi la natura. E non importa se ho aspettative alle stelle, perché lo so che sarà magico.
Continuo ad ascoltare le tracce, a fare quella sorta di ripasso d’obbligo prima del grande evento. che l’adrenalina c’è sempre ma questa volta siamo a Campovolo. Non so se mi spiego.
Ci vediamo là ragazzi.

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