The fall | Review

dettagliTitolo: The fall
Titolo originale: The fall
Anno: 2013
Genere: Drammatico, Thriller
Stagioni: 2
Episodi: 11
Durata: 60 minuti
Ideatore: Allan Cubitt
Personaggi: Gillian Anderson, Jamie Dornan, Aisling Franciosi, Laura Donnelly, Bronaugh Waugh, Michael McElhatton, Ben Peel, Frank McCusker, Colin Morgan

trama

La serie è ambientata nell’Irlanda del Nord e segue le indagini della polizia locale riguardo a dei casi di omicidio recenti. Dopo 28 giorni di ricerche viene chiamata dalla Metropolitan Police, in aiuto della polizia locale, la sovrintendente Stella Gibson. Grazie al suo aiuto i poliziotti devono fermare Paul Spector, il serial killer artefice delle morti. Paul sta uccidendo giovani donne, single ed in carriera che lavorano nella città di Belfast, agendo con predeterminazione ed astuzia Paul riesce a non lasciare traccia sulle scene del delitto, per questo motivo nessuno sembra riuscire a rintracciarlo. Stella riesce per prima a connettere il più recente degli omicidi ad altri due già commessi, riconoscendo per prima la mano di un serial killer nei rituali misogini e di dominazione della donna posti in essere da Paul, per questo sembra essere l’unica persona che indaga sul caso in grado di capire Paul e riuscire a stanarlo. Nel frattempo Paul è alle prese con la sua doppia vita dovendosi dividere tra lavoro e famiglia alla luce del sole e la sua attività di ricerca sulle prossime vittime che sembra essere per lui un rituale nei periodi precedenti all’omicidio.

voto

★ ★ ★ ☆ ☆

recensione

Questa è una di quelle serie che piacciono a me, che mi tengono incollata allo schermo fino all’ultimo secondo. Mi dispiace non aver visto colpi di scena clamorosi. e trovo anche un netto divario tra le due stagioni. Nella prima ci sono due storie che vengono condotte parallelamente, fino ad arrivare al nocciolo della questione del killer, andando ad oscurare completamente l’altra vicenda. E molte cose rimangono in sospeso, ma per i soli cinque episodi della serie pensi che sia doveroso, e che troveranno una spiegazione nella seconda stagione. Invece la seconda stagione è totalmente incentrata sulla caccia al seria killer, e le questioni rimaste in sospeso vengono semplicemente dimenticate.
Ho trovato la seconda stagione molto più matura, anche se leggermente scontata, però il modo in cui finisce mi ha lasciato di sasso.
Mi è piaciuto l’intrecciarsi dei pensieri dell’investigatrice e del serial killer, che andavano quasi di pari passo. E mi è piaciuto anche il modo in cui l’assassino viene caratterizzato con l’evolversi della trama. Certo, le puntate sono un po’ lente e alcune cose lasciano il tempo che trovano; ci sono alcuni luoghi comuni e a volte c’è la sensazione di avere troppa carne al fuoco. Nonostante questo però, è una serie che consiglio. Ambientazioni scure e sinistre, attimi di panico e lucida follia sono gli ingredienti perfetti per farmi apprezzare una serie Tv, e qui di certo non mancavano!

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