Wrap up #1: settembre 2015

Buongiorno a tutti! Oggi sono qui per inaugurare una nuova rubrica: quella del wrap up. Magari non tutti sanno cosa sia, quindi ve lo spiego: si tratta di una specie di riassunto delle letture intraprese durante un determinato periodo, nel mio caso saranno a scadenza mensile. Ovviamente verranno fatte a inizio mese, sul mese precedente. Cercherò di fare un elenco non troppo noioso, integrando delle mini recensioni dei vari libri che ho letto. Ma partiamo subito.

  1. La solitudine del lupo – Jodi Picoult. ★ ★ ★ ★ ☆
    Per la prima volta mi trovo a dare solo quattro stelline alla mia autrice preferita. Ma c’è una spiegazione razionale: a me gli animali non piacciono. Per questo ho trovato tutta la parte di Luke molto dispersiva, troppo dettagliata e anche un po’ noiosa. Ci ho letto delle metafore, che non so se erano volute o se mi sono fatta un viaggione io, però mi hanno un po’ infastidita.
    Il cambio di punto di vista mi piace in questo caso, perché tende a procedere la storia e non a rimarcare lo stesso episodio. Ho provato una forte empatia con Edward, entrato di diritto nella top five dei miei personaggi preferiti.
    Ho letto molte belle frasi su questo libro, ma la tematica è stata talmente un pugno nello stomaco che non ho avuto la forza di trascriverle.
    Avevo già letto libri riguardanti l’eutanasia, trovo che sia un tema molto difficile da trattare, ma come sempre la Picoult è stata fenomenale. Ha saputo dosare bene tutti gli elementi, rendendo la scelta delicata ma dura al tempo stesso; mi è piaciuto il modo in cui cambia la storia quando ormai si hanno tutte le carte in tavola, gettando il jolly che teneva nel taschino.
    Insomma, il libro mi è piaciuto, mi ha emozionato e mi ha scavato dentro ma forse con un po’ meno di lupi sarebbe stato meglio.
  2. Ciao, tu – Beatrice Masini, Roberto Piumini. ★ ★ ★ ☆ ☆
    Forse sono un po’ cresciuta per questo libro, ma l’ho trovato molto carino. L’idea non è nuovissima, ma sicuramente è uno scambio epistolare molto dolce e pieno di amore, divertimento e quel qualcosa che fa sognare i quattordicenni che si trovano nella stessa situazione dei protagonisti. E’ una lettura scorrevole e leggera, adatta alle ragazzine sognatrici che non sanno cosa leggere. Certo, si può leggere anche da più grandi, ma risulta un po’ banale. Però è un buon modo per rilassarsi.
  3. After 2 – Anna Todd. ★ ★ ☆ ☆ ☆
    Che dire di questo libro? A parte il fatto che io di fanfiction non ci ho trovato proprio nulla, ma forse solo perchè sono fuori dal mondo 1D, boh.
    Fatto sta che il primo libro era banale e troppo vicino alla trilogia “del disastro”, ma ti lasciava con la necessità di sapere cosa sarebbe successo. E questo libro è uguale da quel punto di vista, però…
    Però proprio no. Non puoi fare un milione di pagine sulla continua presa in giro dei protagonisti. Non sono nemmeno credibili, dai. Falli con un po’ di spessore. Continuano a litigare e fare pace, scopano come ricci e boh. Estremamente noioso e ripetitivo, oltre che diseducativo al massimo. Si ricava una visione della donna zerbino che anni e anni di femminismo hanno cercato di ribaltare. Perchè dai diciamocelo, Tessa non ha carattere. Si fa comandare a bacchetta, accondiscendente al massimo, passa sopra a cose che nemmeno la ragazza più innamorata del mondo può perdonare. Però boh, magari sono io che sono troppo vecchia e disillusa per queste cose, ma il messaggio che traspare non mi piace. E non mi piace nemmeno l’insistenza con cui si tirano in ballo i classici. E anche lo stile, che troppe volte cade nel volgare, non mi fa impazzire. Ma forse sono scelte volute, e forse portano successo. Però un intero libro sui soli litigi lo trovo davvero eccessivo.
  4. Fuori e dentro il borgo – Luciano Ligabue. ★ ★ ★ ☆ ☆
    Sicuramente questo libro è di tempo fa, e si vede. Si vede come sia tutto così a dimensione di paese, di borgo appunto, che ormai si fa fatica ad entrare nell’ottica giusta.
    L’ho letto solo ora, nonostante gli facessi la corte da secoli, perché non l’avevo più trovato in libreria. Fortunatamente Campovolo è arrivato in mio soccorso. E devo ammettere che mi è piaciuto soprattutto grazie a Radiofreccia. Grazie al fatto di averlo visto proprio la sera prima di iniziarlo. Perché diciamocelo, se non hai visto il film la metà dei racconti non li capisci, e non te li riesci a raffigurare in mente.
    Devo ammettere che, a differenza dei libri successivi, qui si trova ancora uno stile acerbo e sconclusionato che a volte fa perdere il filo del discorso. Motivo per cui certi racconti proprio non vanno giù. Però altri sono in perfetto stile Liga, che ti squassano tutto e non sai più che pensare. Sicuramente i suoi successivi libri sono due spanne sopra a questo, ma non è malaccio.

Spero che l’idea vi piaccia, fatemelo sapere con un commento!

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2 pensieri su “Wrap up #1: settembre 2015

  1. Conosco solo il libro di Luciano Ligabue (ovviamente :D). Questo è un libro particolare, perché in effetti non è romanzato, ma è solo un insieme di racconti, dal quale come hai appunto detto tu, nasce poi Radiofreccia. Senza questo libro, probabilmente non ci sarebbe stato quel capolavoro di film.

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