Limbo | Review

dettagli

Titolo: Limbo
Titolo originale: Limbo
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 97 minuti
Cast: Kasia Smutniak, Adriano Giannini, Filippo Nigro, Domenico Diele, Giulia Valentini, Samuel Garofalo, Antonio Folletto, Jacopo Cullin, Claudio Pallitto, Marco Brinzi, Anna Bellato
Regista: Lucio Pellegrini

trama

Michela Paris è un maresciallo dell’Esercito Italiano in missione in Afghanistan, rimandata a casa dopo essere stata vittima di un attentato, di cui non ricorda nulla. Tornata a casa inizia una lunga riabilitazione post-traumatica che la aiuterà a ritrovare i ricordi perduti e, forse, a stare meglio.

voto

★★

recensione

Ho trovato questo film davvero ben fatto, anche se ho dato solamente quattro stelle. Vi chiederete come mai, e ve lo spiego subito: ho trovato questo film troppo intenso, ma al tempo stesso troppo rapido in alcuni punti. Quindi lo ritengo un ottimo film, ma non un capolavoro assoluto.
Il montaggio a zig zag (scusate ma da quando studio le tecniche di montaggio delle storie non riesco più a fare a meno di notarlo :-P) aiuta a capire le cose man mano che tornano in mente a Michela Paris, aumentando l’effetto empatizzante sullo spettatore. Certo è che la Paris non è esattamente una donna che si fa apprezzare: carattere forte, autoritario, che raramente lascia intravedere il suo dolore.
Forse questo era uno dei punti chiave del film: le donne forti esistono, e riescono addirittura a comandare un plotone di 30 uomini. Nel film, soprattutto all’inizio, viene marcato il giudizio di inferiorità verso la donna, soprattutto una donna soldato, da parte del plotone. Sentimento che va a scemare piano piano, come forse dovrebbe fare anche nella nostra società.
Ho apprezzato molto la delicatezza con cui vengono lanciati questi messaggi, uniti ad una visione nuova della guerra: momenti di divertimento e risate, di affetto e di reciproci scherzi, di frecciatine e canzoni cantate sotto la doccia. Sicuramente è un aspetto che non viene mostrato quasi mai, a favore di combattimenti ed esplosioni e drammaticità, che comunque in questo film non mancano.
Il contrasto tra i toni caldi della guerra e i toni freddi del ritorno a casa rendono ancora più netto il trauma psicologico di Michela.
Questo film è pieno di drammaticità, inquietudine, ansia e dolore. Dato non solamente dai ricordi che mano a mano ci vengono regalati, ma anche dalle situazioni normali.
Mi ha colpito molto l’inizio del film, in cui tutti sembrano camminare sulle uova; che viene poi a metà film sostituito da un forte egocentrismo – passatemi il termine – per cui tutti continuano le proprie vite frenetiche, senza preoccuparsi in alcun modo di chi ha vissuto dei traumi.
I colpi di scena non mancano, soprattutto alcuni che sono dei veri pugni in pancia per quanto sono inaspettati.
Quindi vi avverto: se avete intenzione di guardare questo film – e vi consiglio caldamente di farlo – siate pronti a occhi lucidi e strette allo stomaco!

Firma

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...