Le intermittenze della morte | Review

dettagli

Titolo: Le intermittenze della morte
Titolo originale: As intermitências da morte
Autore: Josè Saramago
Data pubblicazione: febbraio 2013
Editore: Feltrinelli
Pagine: 218
Formato: Cartaceo

trama

Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice e quindi più inaspettata: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi, come si vede, sono tanti e complessi. Ma la morte, con fattezze di donna, segue i suoi imprendibili ragionamenti: dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro, fedele all’impegno di rinnovamento dell’umanità che la vede da sempre protagonista. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare e raggiungono i loro sfortunati (o fortunati?) destinatari, che tornano a morire come si conviene. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona.

voto

★☆

recensione

Questo libro proprio non riesco a finirlo. Sarà che sono sempre scrittori iberici, e io non ho affinità con loro, però boh. Mi aspettavo un bel libro, soprattutto per il modo in cui è presentato Saramago.
Eppure…eppure non ho trovato alcuna bravura. Certo, la trama era molto originale ed era anche una bella idea da sviluppare. Ma scrivere in totale assenza di punteggiatura, senza alcuna indicazione dei discorsi diretti, di dove finisce una frase e dove comincia l’altra. Estremamente difficile da seguire, ti porta a concentrarti troppo su quello che stai leggendo da perdere la visione complessiva, e alla fine non si capisce nulla. Magari si è ispirato a Joyce e al suo stream of consciusness, però a me proprio non piace. Ed è per questo che lo abbandono a poche pagine dalla fine, perché non proprio non sono riuscita a entrarci, perché è un mattone che non fa venire voglia di continuare e perché no, Saramago decisamente non mi piace. Peccato.

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