Grandi speranze | Review

Questa volta sono qui con una recensione particolare. Si dice che per conoscere davvero una persona bisogna leggere il suo libro preferito. Per questo motivo, la mia amica ha avuto la brillante idea di scambiarci i libri preferiti… Diciamo quindi che è un libro “imposto” per certi versi. Per scoprire cosa ha letto lei, correte sul suo blog! 😛dettagli

Titolo: grandi speranze
Titolo originale: great expectation
Autore: Dickens
Editore: Newton Compton
Pagine: 656
Prezzo: € 3.90
Pubblicazione: maggio 2010
Formato: ebook

trama

Pip vive in un piccolo villaggio alla foce del Tamigi, maltrattato dalla sorella, che lo alleva, e protetto da Joe, il marito. La sua infanzia di fervida e inquieta immaginazione viene sconvolta dall’irruzione di due adulti: il criminale Magwitch, che il bambino aiuta a fuggire, e la bizzarra e ricca Miss Havisham, che di lui fa l’oggetto del proprio ambiguo favore. Esaltato a “grandi speranze” dalla ricchezza che la vecchia signora sembra destinargli, il giovane rompe i legami d’affetto con il villaggio per recarsi a Londra, invaghito della fredda e sprezzante Estella, che insegue nella vita mondana aristocratica della capitale, e al tempo stesso fatalmente attratto dalla city borghese e dalle propaggini più inquietanti della città: il kafkiano mondo legale delle Inns of Court, le carceri di Newgate e le limacciose sponde del Tamigi. Narratore e protagonista, Pip ripercorre in queste pagine, con voce meditativa, ma vibrante di humour e di passione, il suo cammino di conoscenza e disillusione, facendo i conti con la propria protratta cecità di fronte ai casi della vita.

voto

1

recensione

Due cose mi mandano il sangue al cervello: i grandi classici e leggere i libri dopo aver visto il film. Per questo libro erano presenti entrambi i prerequisiti, e ho già detto tutto.

Troppo dispersivo e per nulla coinvolgente, scritto ormai in uno stile e con una ricercatezza di termini troppo lontani dal mondo attuale, che rendono il tutto molto pomposo e la lettura davvero troppo poco scorrevole, ho trovato questo libro davvero noioso.

Di solito io i libri particolarmente corposi in una settimana li finisco, ma questo proprio non ne vuole sapere di andare avanti. Anzi, va avanti solamente a sprazzi, rendendo la lettura davvero incasinata, senza una sequenza temporale adeguata. Collochi il lettore alla fine? d’accordo, ma allora rispetta il gioco e manda il resto in ordine. Che poi magari la storia era anche interessante, magari era anche originale. Si dice sempre che i classici, a differenza dei libri di ora, avevano idee sconvolgenti. Va bene, ma devi anche saperle esporre in modo da catturare il lettore.

Non dico che Dickens sia uno scrittore pessimo, semplicemente questo non è uno dei suoi libri meglio riusciti. Non si dedica per nulla ad empatizzare con il lettore, rendendo la distanza sempre più ampia anche attraverso i personaggi. Personaggi che denunciano una situazione particolarmente cara all’autore, presente in ogni suo libro, che vede il contrapporsi della classe operaia a quella privilegiata. E lo fa in un modo tale da rendere il divario ottocentesco molto più grande di quanto in realtà probabilmente fosse: i ricchi sempre più adagiati sugli allori e i poveri a spaccarsi la schiena; questo sicuramente contribuisce allo stereotipo generale che abbiamo nella nostra cultura.

Credo che vada bene denunciare la società, e farlo attraverso dei libri è assolutamente un modo ottimo. Però devono esserci dei personaggi molto caratterizzati, che soprattutto risultino amabili al pubblico. Qui invece troviamo un ragazzino un po’ troppo sopra le righe, un fabbro un po’ troppo goffo, una ragazzina un po’ troppo altezzosa. Insomma, questi personaggi sono tutti un po’ troppo ed è facile arrivare ad una assuefazione tale da essere costretti a cercare di ricrearli a proprio piacimento.

Forse ho anche sbagliato il periodo in cui leggerlo, perché mi porta a rimuginare su cose che vorrei dimenticare con la lettura, e questo è sicuramente un ulteriore punto a suo svantaggio. Ma ahimè non è il solo. Ce ne sono talmente tanti che mi portano a pensare a questo libro con un forte senso di angoscia. Lo vedo come una grossa perdita di tempo, di fronte ad una tbr list pressoché infinita, e ciò mi rimarrà dentro in eterno, facendomi storcere il naso davanti ad ogni altra opera dell’autore.

Un libro per essere considerato un classico dovrebbe dare un insegnamento, lasciarti qualcosa dentro che ti faccia aumentare il bagaglio culturale che ti porti dietro, almeno a detta di tanti. Questo libro non mi ha lasciato nulla, tanto che sono pronta a scommettere che tra una settimana già non ricorderò nulla. Forse questo è un classico caso del fare di tutte l’erba un fascio; forse opere di Dickens migliori esistono, ma non credo le leggerò.

Ci sono molti pareri contrastanti su questo libro, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma a me proprio non è piaciuto. Saranno pregiudizi personali, saranno dati obiettivi, ma per me è bocciato su tutta la linea.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...