{Review} Nel mare ci sono i coccodrilli

dettagli

Titolo: Nel mare ci sono i coccodrilli
Titolo originale: Nel mare ci sono i coccodrilli
Autore: Fabio Geda
Editore: Baldini&Castoldi
Pagine: 155
Prezzo: € 10.00
Pubblicazione: aprile 2010
Formato: cartaceo

trama

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia

voto

3

recensione

Mi sono avvicinata a questo libro nonostante fosse un’autobiografia, ed io non amo particolarmente il genere, perché avevo voglia di capire qualcosa in più su un mondo a me così sconosciuto. Non ho mai letto storie di ragazzini costretti a lasciare il proprio paese, tentare la fortuna e abbracciare l’ignoto senza pensarci nemmeno un secondo. Si dice spesso, soprattutto adesso che è estate, che i migranti sulle nostre coste arrivano in condizioni disastrose, che per sopportare disagi così notevoli devi davvero lasciarti alle spalle qualcosa di mostruoso. Con questo libro ti rendi conto di quanto in realtà le condizioni cui si trovano davanti i migranti siano impossibili, eppure continuano a stringere i denti e sopportare.
Questo libro non sembra assolutamente mediato da Geda, che trovo abbia fatto un ottimo lavoro nella trascrizione della storia: molte delle emozioni che immagino siano passate dalla bocca di Enaiatollah, o dai suoi occhi, si trovano cristalline tra le pagine di questo libretto. E non sembra nemmeno un documentare esperienze di vita, è scritto in modo talmente delicato e semplice che sembra di leggere un romanzo. Leggendo alcune situazioni davvero impensabili pensi come sia possibile che un ragazzino tra i 10 e i 15 anni (forse) sia riuscito a sopravvivere a tutto.
Credo sia uno di quei testi che devono essere letti un po’ da tutti: immedesimarsi e conoscere ciò che realmente succede prima dello sbarco sulle nostre coste oltre che farci capire quanto siamo “fortunati” a non dover scappare come clandestini dal nostro paese potrebbe anche farci contare fino a dieci (ma anche cento) prima di scagliarci con violenza contro un mondo di sofferenza che nemmeno conosciamo.

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