{Review} Un semplice gesto di tenerezza

dettagli

Titolo: Un semplice gesto di tenerezza
Titolo originale: Les Thermes du Paradis
Autore: Akli Tadjer
Editore: Garzanti
Pagine: 244
Prezzo: € 15.00
Pubblicazione: giugno 2015
Formato: cartaceo

trama

Ci sono mattine in cui ci si sveglia felici. Bastano poche cose, come un raggio di sole che solletica gli occhi e una tazza di caffè fumante che aspetta in cucina. Queste sono le mattine in cui Adele Reverdy adora girare per Parigi tra i vicoli stretti pieni di botteghe e bistrot. Eppure sente che nella sua vita c’è qualcosa che le manca. O meglio qualcuno. Qualcuno con cui passeggiare lungo la Senna abbracciati. Qualcuno con cui condividere tanta bellezza. Per lei non è mai stato facile trovare un fidanzato. Un po’ perché è timida e imbranata e un po’ perché il suo è un lavoro piuttosto imbarazzante: lavora nell’agenzia di pompe funebri della sua famiglia. Ma alla festa del suo trentesimo compleanno, mentre il tramonto incendia Montmartre, inaspettatamente incontra il sorriso di Leo. E si sente come se una luce nuova le avesse finalmente trapassato il cuore. Leo è un ex artista di strada che a causa di un incidente ha perso la vista. Ed è per questo che ha una sensibilità speciale, che va oltre la superficie, dove si nascondono i sentimenti più profondi. Lui riesce a capirla come nessun altro. Ogni suo gesto, ogni sua carezza le raccontano qualcosa della sua anima e della tenerezza di un abbraccio. Con Leo, Adele si sente forte come non lo è mai stata. Tanto forte da lottare per tutto quello che ha conquistato.

voto

2

recensione

Facciamo il gioco dei se.
Se questo libro fosse stato meno cupo, forse sarebbe adatto alla stagione estiva.
Se questo libro fosse stato più convenzionale, forse mi avrebbe annoiata.
Se questo libro non avesse parlato solo di morte, forse mi sarei calata id più nell’atmosfera.
Se questo libro fosse stato meno surreale, forse tre stelle le avrebbe raggiunte.
Ci sono una ragazza molto complessata che gestisce l’agenzia di pompe funebri dei genitori e il ragazzo nero e cieco. Poi ci sono dei dialoghi che non hanno un nesso logico tra di loro. Le liti che non scoppiano perché i personaggi si urlano di tutto e un secondo dopo, non si capisce come, sono felici e contenti. Ci sono tantissime, ma davvero tantissime, descrizioni di strade e palazzi e dettagli assolutamente superflue ma non c’è caratterizzazione dei personaggi. L’unica che ci viene presentata a dovere è la protagonista, che viene comunque raffigurata come una trentenne in crisi che si sfoga sul cibo e continua a piangersi addosso invece di trovare una soluzione ai problemi, che odia tutti ed è scontrosa anche con chi cerca di aiutarla, che è petulante e che è anche folle: chi mai si metterebbe ad elemosinare soldi per una persona conosciuta il giorno prima? Tutto è troppo frenetico, caotico e decisamente surreale per essere considerata una storia possibile.
Lo stile non mi ha particolarmente entusiasmata, è come se mantenesse sempre le distanze dal lettore, impedendo di empatizzare anche a causa delle poche frasi concesse ad ogni avvenimento. Sul talloncino c’è scritto che infonde buonumore. A me ha fatto venire un po’ il nervoso. Do comunque due stelle perché lo stile è molto minimalista ma scorrevole e la trama poteva essere avvincente: è quantomeno originale, ma andava sviluppata con molta più lentezza. E forse il finale poteva essere un pochino meno sibillino, ecco.

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