{Review} L’amico ritrovato

dettagli

Titolo: L’amico ritrovato
Titolo originale: Reunion
Autore: Fred Uhlman
Editore: Feltrinelli
Pagine: 92
Prezzo: € 7.00
Pubblicazione: dicembre 2012
Formato: ebook

trama

Germania, 1933. Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Riuscirà a non essere spezzata dalla storia? Racconto di straordinaria finezza e suggestione, L’amico ritrovato è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Ovunque lo stesso entusiasmo della critica. “Un’opera letteraria rara”, l’ha definito George Steiner sul New Yorker, “Un capolavoro”, ha scritto Arthur Koestler nell’introduzione all’edizione inglese del 1976. “Un libro che assilla la memoria… una gemma”, “Un racconto magistrale”, hanno fatto eco The Sunday Express e The Financial Times di Londra. E infine Le Monde di Parigi: “Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania… Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione”.

voto

3

recensione

Questo libro l’avevo letto alle medie, saltando varie parti e senza comprenderlo davvero. Per fortuna poi è arrivata l’alphabet challenge a costringermi a leggerlo.
Devo ammettere che, nonostante da molti sia considerato un capolavoro estremamente toccante, a me è piaciuto in modo molto meno intenso. E’ sicuramente una breve storia che ha il potere di farti riflettere, anche se fa fatica ad ingranare. Ho trovato i due protagonisti un po’ troppo abbozzati, tanto da non riuscire ad empatizzare fino in fondo con loro ed è forse questo il motivo per cui non mi ha commosso così tanto. Mi è piaciuto però come questo stile lineare e ridotto all’osso, senza tanti fronzoli ed inutili lirismi, sia in grado di far pensare a come dovesse essere vivere nel 1933 per dei ragazzini. Mi è piaciuto come, pur parlando di totalitarismi su cui si è versato parecchio inchiostro, questo libro riesca a presentarlo in modo del tutto nuovo: si parla del cambiamento che si avverte nella comunità, attraverso gli occhi di un ragazzino che capisce ma allo stesso tempo non capisce. Mi è piaciuto soprattutto il finale, che ripaga la leggera noia iniziale e fornisce uno spunto ottimo di riflessione. Questi temi sono sempre attuali e probabilmente tutti dovrebbero leggero, anche se sconsiglio di imporlo a scuola perché, come successo a me, sarebbe solamente un altro libro e non verrebbe apprezzato come davvero dovrebbe. Però leggetelo

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