{Review} Quantico – I Stagione

dettagli

Titolo: Quantico
Titolo originale: Quantico
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Stagioni: 1
Episodi: 22
Durata: 43 minuti
Ideatore: Joshua Safran
Personaggi: Priyanka Chopra, Josh Hopkins, Jake McLaughlin, Aunjanue Ellis, Yasmine Al Massri, Johanna Braddy, Tate Ellington, Graham Rogers, Anabelle Acosta, Russell Tovey, Blair Underwood,Pearl Thusi

trama

La serie ci porta nel mondo delle reclute FBI all’interno del campo di addestramento di Quantico in Virginia dove solo i migliori candidati riescono a entrare. Tra di loro si nasconde però un traditore, che sta progettando un insidioso attentato terroristico

voto

4

recensione

Se vi piace il genere drammatico/investigativo questa serie fa assolutamente al caso vostro. Ho trovato montato molto bene il continuo passaggio dal passato al presente, che permette di scoprire poco per volta nel corso delle puntate. L’aspetto migliore è però il non riuscir mai a capire chi effettivamente sia responsabile, arrivando a sospettare di tutto il cast prima o dopo. Non è scontato ed è pieno di colpi di scena, anche se alcune parti sono leggermente surreali. Gli attori mi sono piaciuti, sono convincenti e molto bravi a fare la faccia da poker. Con questa serie vi arrabbierete, vi stupirete, rimarrete ad occhi sgranati e piangerete (perché si, c’è anche questo). Ve la consiglio, è perfetta per un sano binge watching 😆

Annunci

Perfetti sconosciuti | Review

dettagli

Titolo: perfetti sconosciuti
Titolo originale: perfetti sconosciuti
Anno: 2016
Genere: commedia
Durata: 97 minuti
Cast: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Anna Foglietta, Valerio Mastandrea, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston
Regista: Paolo Genovese

trama

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio nella nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Perfetti sconosciuti è un film dove tutto è il contrario di tutto, dove ognuno può raccontare la sua esperienza, può fissare dei confini tra cose giuste e sbagliate, corrette e scorrette, disdicevoli o no, parlando di vite segrete, di quello che non possiamo o non vogliamo raccontare. Nel corso di una cena, che riunisce un gruppo di amici, la padrona di casa Eva, ad un certo punto, si dice convinta che tante coppie si lascerebbero se ogni rispettivo partner controllasse il contenuto del cellulare dell’altro. Parte così una sorta di gioco per cui tutti dovranno mettere il proprio telefono sul tavolo e accettare di leggere sms/chat o ascoltare telefonate pubblicamente. Quello che all’inizio sembra un passatempo innocente diventerà man mano un gioco al massacro e si scoprirà che non sempre conosciamo le persone così bene come pensiamo.

voto

5

recensione

Un film davvero bello, nonostante le mie prime impressioni. Mi aspettavo la solita commedia all’italiana, divertente sì, ma anche un po’ grottesca. E invece il cast ottimo, il livello di recitazione più che soddisfacente, la vicenda trattata: tutto mi ha fatto dimenticare la solita commedia all’italiana, lasciandomi addosso una piacevole sensazione.
Sicuramente il tema affrontato è molto attuale, e ti pone davanti a quesiti a cui non sai rispondere: e se succedesse a te? Come reagiresti? E poi: quante cose nascondi della tua vita alle persone a te più care? Ma soprattutto: lasceresti il tuo cellulare sul tavolo, così, pubblico? Beh, io non lo farei. Magari non succede nulla, ma non mi sentirei comunque a mio agio a farlo.
Tramite le vicende di questo film prendiamo coscienza di come questa tecnologia ci stia allontanando sempre più gli uni dagli altri, dal mondo concreto che ci circonda. Per alcune cose potrebbe essere anche un bene, ma quanto ci vuole perché i rapporti con gli altri si sgretolino? La tecnologia ci sta isolando, e in questo film tutto è così intenso che a volte ti manca un po’ il fiato.
Certo, il colpo da maestro che supera anche le tue più rosee aspettative ti lascia addosso un’emozione che ti fa dire: ok, questo film entra di diritto nella mia top 10. Però ti lascia addosso quella sensazione un po’ amara che tanto mi piace trovare nei film. Assolutamente consigliato! 😛

Ma che bella sorpresa | Review

dettagli

Titolo: ma che bella sorpresa
Titolo originale: ma che bella sorpresa
Anno: 2015
Genere: commedia
Durata: 91 minuti
Cast: Claudio Bisio, Frank Matano, Valentina Lodovini, Renato Pozzetto, Ornella Vanoni, Chiara Baschetti, Galatea Ranzi, Anna Ammirati
Regista: Alessandro Genovesi

trama

Ma che bella sorpresa racconta le vicende di Guido, romantico sognatore e professore di letteratura al liceo, la cui vita va in pezzi quando la sua fidanzata, con cui convive da anni, lo lascia per un altro uomo. Paolo – un suo ex svogliato studente diventato insegnante di educazione fisica – è il suo migliore amico e farà di tutto per aiutarlo ad uscire dalla crisi. Per questo convocherà a Napoli i milanesissimi genitori di lui, interpretati dall’inedita e fulminante coppia Renato Pozzetto – OrnellaVanoni. La vita di Guido sembra tornare a sorridere grazie all’incontro con Silvia, sua nuova vicina di casa. Silvia non è solo bellissima, ma si intende di sport, tifa per la sua stessa squadra, ama girare per casa in lingerie e apprezza tutti i piccoli romantici gesti che Guido ama fare: passeggiate in bicicletta, mazzi di fiori, tramonti… insomma, la donna perfetta! Ma la donna perfetta esiste? Con questo interrogativo dovranno fare i conti i nostri protagonisti, compresa la bella Giada, vicina di casa romantica e innamorata segretamente di Guido.

voto

3

recensione

Sicuramente un film piacevole, senza troppe pretese, da guardare in compagnia. Strappa qualche risata, merito soprattutto della scoppiettante coppia Matano-Bisio.
Le risate non mancano, quindi, ma l’idea non è delle più originali. Mi ha ricordato molto il film di Pieraccioni (Io e Marilyn), che affrontava esattamente lo stesso tema, ma si possono fare tanti altri esempi. La storia non è stata sviluppata come avrei voluto, ma è comunque molto piacevole. Un po’ inutile il siparietto Vanoni-Pozzetto, ma questi sono pareri personali: si poteva anche fare a meno di loro, in effetti.
Ho anche rivisto un po’ di Benvenuti al sud, perché si sceglie di nuovo una coppia milanese-napoletano, e un po’ di modi di fare ci sono, ma Bisio d’altronde è sempre Bisio, non si può cambiare così.
Lo trovo comunque un film piacevole da guardare in famiglia o con gli amici, per rilassarsi dopo una lunga giornata.

Diciotto anni dopo | Review

dettagli

Titolo: Diciotto anni dopo
Titolo originale: diciotto anni dopo
Anno: 2010
Genere: commedia
Durata: 100 minuti
Cast: Edoardo Leo, Marco Bonini, Sabrina Impacciatore, Eugenia Costantini, Gabriele Ferzetti
Regista: Edoardo Leo

trama

Due fratelli non si parlano da diciotto anni: uno vive a Londra e l’altro a Roma. Saranno costretti, alla morte del padre, a fare un lungo viaggio in macchina che porterà il loro rapporto a ricucirsi lentamente.

voto

4

recensione

Questo film mi è piaciuto, è una commedia che strappa qualche risata ma fa anche riflettere. Mi piacciono i personaggi, caratterizzati abbastanza bene e facili da inquadrare. Mi piace anche come, con il procedere del viaggio, scopriamo piccoli pezzettini della loro vita. L’alternarsi del racconto del passato con il viaggio attuale fa sì che l’attenzione non venga mai a scemare, fino al colpo di scena finale: è lì che l’oggetto mediatore diventa allegoria di tutto il film. Alcune scene sono più divertenti di altre, ricche invece di tensione. Il film è abbastanza curato nel dettaglio, permettendo di empatizzare con i personaggi e odiarli per alcune scelte e poi amarli per la loro ingenuità.
Lo consiglio soprattutto alle famiglie, magari guardatelo con fratelli e sorelle! 😛

 

 

Still Alice | Review

dettagli

Titolo: Still Alice
Titolo originale: Still Alice
Anno: 2014
Genere: drammatico
Durata: 99 minuti
Cast: Julianne Moore, Kristen Stewart, Kate Bosworth, Alec Baldwin, Hunter Parrish
Regista: Richard Glatzer

trama

Alice Howland è una donna alla soglia dei cinquant’anni, orgogliosa degli obiettivi raggiunti. È un’affermata linguista, insegna alla Columbia University, ha una solida famiglia composta dal marito chimico e tre figli: Anna, Tom e Lydia. Ad un certo punto, nella vita di Alice, qualcosa comincia a cambiare, dapprima qualche dimenticanza ed in seguito veri e propri momenti di “vuoto” durante i quali non riconosce il posto in cui si trova. Questi eventi convincono Alice a ricorrere ad accertamenti medici e le viene diagnosticata una forma presenile di Alzheimer di matrice genetica. Tutte le sue certezze crollano, diventando una donna fragile e indifesa, anche agli occhi della famiglia che l’ha sempre vista come un pilastro. Il film racconta come Alice affronti la malattia ed il progressivo ed inarrestabile decadimento cognitivo.

voto

4

 

recensione

Mi è piaciuta la delicatezza con cui tutto il film si svolge, la lentezza dei movimenti, lo svuotarsi degli sguardi di Alice con il lento avanzare dell’Alzheimer.

Finalmente sono riuscita a vedere questo film che avevo in lista da un po’. Ero molto attratta dal cast, devo ammetterlo, più che dalla trama: alla fine sapevo solo che si parlava di una malattia degenerativa.

Mi è piaciuto il modo in cui sono stati caratterizzati tutti i personaggi: il marito che sembra non voler accettarlo, ma poi non lascia mai sola la moglie; i figli che cercano di starle più vicino possibile. Soprattutto Lydia, che è l’unica che riesce ad instaurare un rapporto “vero” con la madre, così in antitesi rispetto a come inizia l’intero film.
Vediamo nelle prime scene un loro litigio, la disapprovazione della madre per il “vivere alla giornata” della figlia che non smette di rincorrere il sogno di recitare a scapito dell’università. Vediamo poi, andando avanti, come sia l’unica a continuare a prendersi cura di Alice anche da lontano. La scena finale, non a caso, è riservata a loro due. E’ l’unica che chiede cosa si prova davvero a vivere quella situazione, mentre gli altri fanno di tutto per evitare l’argomento e non farlo pesare. E’ l’unica dotata di una delicatezza tale che fa venire i brividi il loro dialogo finale.

Mi è piaciuto anche il susseguirsi temporale delle scene, rapido e incalzante ma quasi impercettibile. Non si sa perché siamo in una casa nuova, che scopriamo tramite gli occhi della stessa Alice: non sappiamo dov’è il bagno, ma sappiamo dov’è la spiaggia ed è proprio lì che sono appesi tutti i ricordi che fanno di noi quello che siamo. Non sappiamo come i mesi passano, e questo contribuisce a rendere più amplificato l’effetto della malattia: non abbiamo percezione del tempo che passa, non ricordiamo le cose con chiarezza e rimaniamo un po’ spaesati di fronte alle situazioni. Ad esemplificazione più chiara di ciò è la scena in cui Alice non trova più il cellulare e nella sequenza successiva il marito lo tirerà fuori dal frigo: lì siamo come Alice, convinta di averlo perso solo la sera prima, quando in realtà è passato un mese.

La decadenza è talmente lenta e impercettibile, resa in modo talmente efficace che ci ritroviamo esattamente nella mente della protagonista, vediamo tutto attraverso i suoi occhi, sentiamo tutto attraverso la sua sensibilità. Talmente tanto da arrivare al punto in cui rivedremo il video di “istruzioni” lasciato da una Alice ancora consapevole di sé e ci stupiremo di come era prima, di come è diventata adesso, con il lento progredire del morbo e il declino dei ricordi. Ci renderemo conto di quanto in realtà sia cambiata, diventando quasi un’ombra di sé stessa.

Il piccolo gioco di memoria potrebbe rendere paranoici gli ipocondriaci, ma credo sia voluto. Come credo sia voluto, e trovo molto azzeccato, il cambio minimo delle canzoni durante il film: sembra sempre la stessa canzone, ricorda qualcosa, eppure non si capisce cosa. Credo che sia questo il modo migliore per trasmettere al pubblico quello che prova la protagonista.

E credo anche che i premi siano più che meritati: cast fantastico e molto convincente, ma anche attenzione ai dettagli non da poco.

Firma

Adaline: l’eterna giovinezza | Review

dettagli

Titolo: Adaline, l’eterna giovinezza
Titolo originale: The age of Adaline
Anno: 2015
Genere: Commedia
Durata: 110 minuti
Cast: Blake Lively, Michiel Huisman, Harrison Ford, Kathy Baker
Regista: Lee Toland Krieger

trama

Nata intorno all’inizio del ventesimo secolo, Adaline Bowman non avrebbe mai pensato di poter essere ancora viva nel ventunesimo; ma un momento magico della sua vita la salva dalla morte e le regala l’eterna giovinezza. Così, a 29 anni, Adaline smette di invecchiare e comincia un’avventura unica, che mai essere umano ha vissuto. Questo destino incredibile le consente di vivere, per molti decenni, la storia delle trasformazioni del mondo, che fanno da sfondo alle sue vicende personali e sentimentali: dalle due Guerre Mondiali alle lotte degli anni ’60 per la libertà, fino ai nostri eventi più recenti. Nascondendo abilmente il proprio segreto a tutti, tranne alla propria figlia, Adaline riesce a vivere con delicatezza e riserbo la sua vita, finché un giorno la donna incontra l’affascinante e carismatico filantropo Ellis Jones che riaccende il lei la passione per la vita e per l’amore. Dopo un weekend con i genitori di lui, che rischia di portare alla luce l’incredibile verità, Adaline prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita.

voto

★ ★ ★ 

recensione

Questo film racconta una storia conosciuta. Certo, la pone in modo diverso dalla più famosa (incidente d’auto vs quadro), ma alla fine il concetto è sempre quello.
Ammetto di aver guardato questo film principalmente per la Lively, ma non ne sono rimasta delusa. Lei bella come sempre, delicata e dolce ma anche dura e chiusa a riccio. Mi è piaciuto come è stata caratterizzata, mi è piaciuta l’atmosfera.
Mi sono anche lasciata trasportare dai sentimenti che prova per Ellis, che la porteranno a mettere a repentaglio una vita fatta di cambi d’identità e di domicilio. Insomma, mi ci sono immedesimata nonostante sia assolutamente surreale.
L’ho trovato un film dall’atmosfera molto dolce, ma anche drammatica, e ovviamente surreale. E’ stato un po’ come sognare ad occhi aperti, pensare a come sarebbe se capitasse a noi di non invecchiare per così tanto tempo.
Consigliato, soprattutto se vi piace Blake.

 

Quo vado? | Recensione

dettagli

Titolo: Quo vado?
Titolo originale: Quo vado?
Anno: 2016
Genere: Commedia
Durata: 86 minuti
Cast: Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Ludovica Modugno, Maurizio Micheli, Ninni Bruschetta, Lino Banfi
Regista: Gennaro Nunziante

trama

Checco è stato allevato dal padre con il mito del posto fisso. A quasi 40 anni vive quella che ha sempre ritenuto essere la sua esistenza ideale: scapolo, servito e riverito dalla madre e dall’eterna fidanzata che non ha alcuna intenzione di sposare, accasato presso i genitori, assunto a tempo indeterminato presso l’ufficio provinciale Caccia e pesca, dove il suo incarico consiste nel fare timbri comodamente seduto alla scrivania. Ma le riforme arrivano anche per Checco, e quella che abolisce le province lo coglie impreparato: il suo status di single relativamente giovane lo rende idoneo alla richiesta “volontaria” delle dimissioni, a fronte di una buonuscita contenuta. Ma Checco, consigliato dal senatore che l’ha “sistemato”, non cede alle richieste della “liquidatrice”, la granitica dirigente Sironi e lei, al fine di liberarsene, lo spedisce in giro per tutta l’Italia, nelle sedi più disagiate e scomode. Checco si adatta e non molla. Alla Sironi non resta che tentare un’ultima carta: mandare l’impiegato al Polo Nord, in mezzo alle nevi perenni e agli orsi bianchi. Per fortuna al Polo c’è anche Valeria, una ricercatrice di grandi ideali e di larghe vedute che cambierà il destino del nostro eroe e gli farà scoprire i piaceri (e le responsabilità) di una vita civile.

voto

★ ★ ★ ☆ 

recensione

Un film bello, ma sempre sul suo solito stile. Sicuramente le risate non mancano, ma proprio tramite queste riusciamo a riflettere sulle cose che in Italia non vanno.
Vediamo come sia diversa da altri posti, parodizzando e anche a volte stereotipando la visione degli italiani che ha il mondo, ma forse è proprio per questo che fa ridere. Umorismo semplice e un po’ amaro, soprattutto in alcune scene, che ti lascia comunque qualcosa dentro. Canzoni che racchiudono la storia d’Italia, politici che pensano solo a sé e alla proprio faccia sul giornale.
Inoltre questo film ti fa venire molta voglia di viaggiare, in giro per il mondo. E si chiude anche con una morale, con una sorta di presa di coscienza.
Film piacevole da vedere in compagnia, ma anche da soli.