Wrap up #3: novembre 2015

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Buongiorno a tutti! Eccoci all’ormai consolidato appuntamento con le letture del mese. Purtroppo per questo mese ho pochissimi libri, perché il tempo scarseggiava davvero. Ho avuto molte cose da studiare, motivo per cui troverete diversi libri dell’università in questo wrap up. Spero però di rifarmi per il prossimo mese!

  1. After 4 – Anna Todd. ★ ★ ☆ ☆ ☆
    Credo di non avere più parole a disposizione su questa “saga” se così si può definire. Ci sono sempre gli stessi meccanismi, che si ripetono all’infinito. Lui ama lei, lei ama lui. Lui entra in paranoia, lei lo rassicura (anche carnalmente). Amor proprio pari a zero. Donna oggetto sempre presente. Donna sottomessa, non ne parliamo nemmeno.
    Fatto sta che di storia in questo libro non ce n’è. Si buttano lì alcuni argomenti che potrebbero avere risvolti per l’intreccio, ma si lasciano cadere così, nel vuoto. Trama non ne ho trovata. Però devo fare i complimenti alla Todd, che sul finale ti spara sempre il colpo di scena che ti costringe a continuare a leggere, perché sei curioso, perché pensi che peggio di così non possa andare. E invece ti sorprende sempre.
    Non so se questo libro così vuoto sia il riflesso della nostra generazione, ma in quel caso inizierei seriamente a preoccuparmi. Delusissima.
  2. Introduzione alla filosofia del linguaggio – Carlo Penco ★ ★ ☆ ☆ ☆
    Questo libro sarebbe stato molto più interessante se non fossi stata costretta a leggerlo. Tuttavia è scritto in modo abbastanza chiaro, anche se i riferimenti ad altri capitoli sono davvero troppi. E’ comunque una lettura molto impegnativa, ma è ottima per iniziare a capire un po’ questo mondo.
  3. Guida galattica per gli autostoppisti – Douglas Adams ★ ☆ ☆ ☆ ☆
    A me il genere fantascienza non piace. Se poi ci mettiamo una comicità per nulla comica, abbiamo veramente un libro da gettare giù dalla finestra.
    La storia è difficile da seguire, a tratti molto pesante, soprattutto per la poca chiarezza. Lo stile non mi è piaciuto, perché non ha nulla che mi faccia sorridere e anzi, mi annoia parecchio.
    Ammetto che sono partita molto prevenuta, ma davvero non sopporto tutta questa roba di navicelle e viaggi nella galassia e strani mondi. No.
    Mi trovo dunque a dover abbandonare questo libro circa a metà, perché sento davvero di star sprecando tempo che potrei dedicare ad altri libri. Non mi è piaciuto forse perché sono una femmina per nulla appassionata di fantascienza. Forse è più adatto a dei maschi. Forse è ancora più adatto a dei maschi tra i 20 e i 40.
  4. Corso di linguistica generale – Ferdinand de Saussure ★ ☆ ☆ ☆ ☆
    Si vede che questo libro è molto vecchio, ma le idee di fondo sono ancora molto valide. Anche in questo caso mi sono trovata a doverlo studiare, quindi forse non l’ho apprezzato al meglio. tuttavia l’ho trovato molto particolare, sia per il modo in cui i problemi vengono affrontati, sia per la poca dispersività delle varie pagine. E’ un libro molto compatto.

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Wrap up #2: ottobre 2015

Anche questo mese rieccoci, come promesso, con una nuova carrellata di letture!

  1. Generazione Liga – Emanuela Papini ★ ★ ★ ☆ ☆
    Questo libro è una vera bomba, che di colpo esplode e ti lascia dentro qualcosa di così intenso e profondo, che alla fine ti rendi conto di essere parte di una famiglia così grande che ti sei scelto. Te la sei scelta, e ci condividi un po’ di tutto: le gioie, i dolori, l’euforia, l’esasperazione. Insomma, davvero tutto. E in un secondo ti rendi conto di non essere solo. Ed è davvero una cosa unica.
  2. After 3 – Anna Todd. ★ ★ ☆ ☆ ☆
    Da questo libro non mi aspettavo veramente niente. L’ho letto perché ormai sono entrata nel racconto, e non potevo rimanere sospesa a metà. Ma credo davvero che non si possa scendere più in basso di così.
    Non mi piace l’esasperazione che traspare da ogni pagina, l’ingigantirsi di situazioni che diventano davvero paradossali, per non dire surreali.
    Non mi piace il modo in cui si manca continuamente di rispetto al lettore, e al brutto messaggio che fa trasparire.
    Perché parliamoci chiaro: questo libro lo leggono le quindicenni. E da questo libro traspare solo una gran quantità di cose negative: la donna oggetto, la donna che si annulla per paura di essere lasciata sola, la donna zerbino. Ma anche l’uomo autoritario, l’uomo che non rispetta la donna ma la obbliga ad avere certi atteggiamenti e a fare certe scelte.
    No. Tutto questo è sbagliato, e non è accettabile. Come d’altronde non è accettabile il fatto di risolvere i problemi col sesso, con la vodka o addirittura con al violenza. E’ davvero questo quello che vogliamo lanciare come messaggio? In una società in cui di valori non ce ne sono più, dove la gente sta lentamente impazzendo?
    Libri come questi dovrebbero essere lasciati fanfiction, non resi bestseller.
    Che poi è un peccato, perché il primo volume non era male. Ma poi c’è stato un progressivo declino. E adesso la si sta tirando troppo per le lunghe, a mio avviso.
  3. Alice nel paese delle meraviglie – Lewis Carroll ★ ★ ★ ☆ ☆
    Ammetto che questo libro lo conoscevo grazie al cartone della Disney. Ma, spinta dalla curiosità, e dai continui riferimenti che venivano fatti anche durante le lezioni a questo libro, ho deciso di cimentarmi nella lettura. Essendo a conoscenza del non senso dell’autore, ero partita piuttosto spaventata. Invece mi devo ricredere: la lettura procede bene e senza alcun intoppo, rendendo surreale l’intera storia, ma assolutamente affrontabile. Non mi è piaciuto molto il modo con cui Alice si adatta subito al generale caos del Paese delle meraviglie, ma forse era troppo complicato fare un discorso più improntato sul rapporto logico. In ogni caso devo dire che sono soddisfatta del racconto, e sono anche stupita della fedeltà con cui la Disney lo ha riprodotto. Certo, non dico che siano presenti licenze poetiche, ma molte cose sono rimaste tale e quali. Consigliato!
  4. Mia sorella è una foca monaca – Christian Frascella ★ ★ ☆ ☆ ☆
    Questo libro non mi ha fatto impazzire, soprattutto perché il personaggio non l’ho trovato così empatico. ho avuto molte difficoltà a seguire la sua narrazione, poiché esasperava quel carattere spocchioso ed egocentrico e menefreghista, sicuramente tipico degli adolescenti.
    Certo è che si svolge tutto in un’epoca ormai lontana anni luce (parliamo di inizi anni ’90) e questo va a suo sfavore, perché sono abituata a realtà differenti. Però credo che si sia calcata troppo la mano su alcuni aspetti, e si siano lasciati indietro altri argomenti che potevano essere molto interessanti.
    La narrazione è rapida, a volte davvero troppo: si ha la sensazione di essere sommersi di notizie, un po’ come le lastre della Task, sputate a raffica sul lettore.
    Non è un brutto libro, ma per il gran parlare che se ne faceva mi aspettavo qualcosa di decisamente migliore. C’è da dire che è un libro molto realistico e lascia un retrogusto amaro; il protagonista è ben caratterizzato e ha una notevole crescita psicologica durante il romanzo, ma questo non mi porta a dargli tre stelline, perché alcuni pezzi erano davvero troppo caotici.

Wrap up #1: settembre 2015

Buongiorno a tutti! Oggi sono qui per inaugurare una nuova rubrica: quella del wrap up. Magari non tutti sanno cosa sia, quindi ve lo spiego: si tratta di una specie di riassunto delle letture intraprese durante un determinato periodo, nel mio caso saranno a scadenza mensile. Ovviamente verranno fatte a inizio mese, sul mese precedente. Cercherò di fare un elenco non troppo noioso, integrando delle mini recensioni dei vari libri che ho letto. Ma partiamo subito.

  1. La solitudine del lupo – Jodi Picoult. ★ ★ ★ ★ ☆
    Per la prima volta mi trovo a dare solo quattro stelline alla mia autrice preferita. Ma c’è una spiegazione razionale: a me gli animali non piacciono. Per questo ho trovato tutta la parte di Luke molto dispersiva, troppo dettagliata e anche un po’ noiosa. Ci ho letto delle metafore, che non so se erano volute o se mi sono fatta un viaggione io, però mi hanno un po’ infastidita.
    Il cambio di punto di vista mi piace in questo caso, perché tende a procedere la storia e non a rimarcare lo stesso episodio. Ho provato una forte empatia con Edward, entrato di diritto nella top five dei miei personaggi preferiti.
    Ho letto molte belle frasi su questo libro, ma la tematica è stata talmente un pugno nello stomaco che non ho avuto la forza di trascriverle.
    Avevo già letto libri riguardanti l’eutanasia, trovo che sia un tema molto difficile da trattare, ma come sempre la Picoult è stata fenomenale. Ha saputo dosare bene tutti gli elementi, rendendo la scelta delicata ma dura al tempo stesso; mi è piaciuto il modo in cui cambia la storia quando ormai si hanno tutte le carte in tavola, gettando il jolly che teneva nel taschino.
    Insomma, il libro mi è piaciuto, mi ha emozionato e mi ha scavato dentro ma forse con un po’ meno di lupi sarebbe stato meglio.
  2. Ciao, tu – Beatrice Masini, Roberto Piumini. ★ ★ ★ ☆ ☆
    Forse sono un po’ cresciuta per questo libro, ma l’ho trovato molto carino. L’idea non è nuovissima, ma sicuramente è uno scambio epistolare molto dolce e pieno di amore, divertimento e quel qualcosa che fa sognare i quattordicenni che si trovano nella stessa situazione dei protagonisti. E’ una lettura scorrevole e leggera, adatta alle ragazzine sognatrici che non sanno cosa leggere. Certo, si può leggere anche da più grandi, ma risulta un po’ banale. Però è un buon modo per rilassarsi.
  3. After 2 – Anna Todd. ★ ★ ☆ ☆ ☆
    Che dire di questo libro? A parte il fatto che io di fanfiction non ci ho trovato proprio nulla, ma forse solo perchè sono fuori dal mondo 1D, boh.
    Fatto sta che il primo libro era banale e troppo vicino alla trilogia “del disastro”, ma ti lasciava con la necessità di sapere cosa sarebbe successo. E questo libro è uguale da quel punto di vista, però…
    Però proprio no. Non puoi fare un milione di pagine sulla continua presa in giro dei protagonisti. Non sono nemmeno credibili, dai. Falli con un po’ di spessore. Continuano a litigare e fare pace, scopano come ricci e boh. Estremamente noioso e ripetitivo, oltre che diseducativo al massimo. Si ricava una visione della donna zerbino che anni e anni di femminismo hanno cercato di ribaltare. Perchè dai diciamocelo, Tessa non ha carattere. Si fa comandare a bacchetta, accondiscendente al massimo, passa sopra a cose che nemmeno la ragazza più innamorata del mondo può perdonare. Però boh, magari sono io che sono troppo vecchia e disillusa per queste cose, ma il messaggio che traspare non mi piace. E non mi piace nemmeno l’insistenza con cui si tirano in ballo i classici. E anche lo stile, che troppe volte cade nel volgare, non mi fa impazzire. Ma forse sono scelte volute, e forse portano successo. Però un intero libro sui soli litigi lo trovo davvero eccessivo.
  4. Fuori e dentro il borgo – Luciano Ligabue. ★ ★ ★ ☆ ☆
    Sicuramente questo libro è di tempo fa, e si vede. Si vede come sia tutto così a dimensione di paese, di borgo appunto, che ormai si fa fatica ad entrare nell’ottica giusta.
    L’ho letto solo ora, nonostante gli facessi la corte da secoli, perché non l’avevo più trovato in libreria. Fortunatamente Campovolo è arrivato in mio soccorso. E devo ammettere che mi è piaciuto soprattutto grazie a Radiofreccia. Grazie al fatto di averlo visto proprio la sera prima di iniziarlo. Perché diciamocelo, se non hai visto il film la metà dei racconti non li capisci, e non te li riesci a raffigurare in mente.
    Devo ammettere che, a differenza dei libri successivi, qui si trova ancora uno stile acerbo e sconclusionato che a volte fa perdere il filo del discorso. Motivo per cui certi racconti proprio non vanno giù. Però altri sono in perfetto stile Liga, che ti squassano tutto e non sai più che pensare. Sicuramente i suoi successivi libri sono due spanne sopra a questo, ma non è malaccio.

Spero che l’idea vi piaccia, fatemelo sapere con un commento!

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